A lezione di cake design alla pasticceria Corsino di Palazzolo Acreide

03 Set. 2015

Quaranta ore di lezioni per spiegare come si trasforma una semplice torta in un pezzo di design. I Corsino ci tengono alla formazione. “Noi facciamo almeno due, tre corsi all’anno – spiega Marcella Monaco – perché vogliamo sempre dare il massimo ai nostri clienti sia in termini di servizio che di qualità dei nostri prodotti”. Nell’ambito del piano formativo Baroque, sei dei 22 dipendenti della pasticceria hanno tenuto il corso sul cake design tenuto da una docente d’eccezione, la peruviana Karla Chumpitaz, specializzata nel modelling, della Scuola di “Silovoglio Kitchen” di Milano.

 

Tutti pazzi per quello stile tutto britannico, che oggi spopola con il nome di cake design, che fece il suo battesimo ufficiale addirittura nel 1840 al matrimonio della regina Vittoria e che da allora fa il giro su migliaia di blog, siti dedicati e milioni di appassionati che si cimentano a inventare e colorare pupazzetti e cartoons. “E’ un altro concetto di glassa e di rivestimento delle torte – spiega Karla– è fatta di zucchero e prima in Italia non si utilizzava affatto, perché si preferiva panna o pasta di burro – continua al docente – Adesso le mode cambiano, la clientela chiede altro anche se per i dolci siciliani così eleganti e raffinati si possono solo applicare decorazioni molto semplici”. “Adeguarsi pe rispondere alle esigenze dei clienti diventa fondamentale e imparare le tecniche è importanti – dice Marcella Monaco –ma innovare non significa rivoluzionare e stravolgere la tradizione che resta il nostro punto di forza”.

Quella del decoro è un’arte antica nella pasticceria siciliana. Lo sa bene la famiglia Corsino, che a Palazzolo Acreide, da cinque generazioni, custodisce una tradizione che nelle sue linee curve così armoniose e opulente riporta a quello stile tardo barocco diventato tratto distintivo dell’intero territorio del sud est siciliano. Sono passati centoventi anni, era il 1889 quando il primo Corsino, Giuseppe, aprì bottega in piazza Pretura facendosi pagare dai clienti solo la manodopera: la gente portava nel suo laboratorio uova, farina e frutta, e lui realizzava per loro i dolci della domenica. Ancora oggi il segreto dell’antica pasticceria Corsino sta nella selezione delle materie prime, dalle mandorle di Avola al pistacchio di Bronte, dal sesamo al cioccolato di Modica. Sapori antichi, unici e inconfondibili che esprimono un territorio Palazzolo Acreide austero e festoso nello stesso tempo: tra le otto città prescelte dall’Unesco per rappresentare l’apice e la fioritura dell’arte Barocca in Europa, ma anche tra quelle che meglio conservano risorse archeologiche importanti come Akrai, la città fortezza fondata dai siracusani nel 664 a.c. e distrutta in parte dagli Arabi. Ma è anche la città che a metà agosto si riunisce per celebrare San Sebastiano, un appuntamento assai suggestivo. Una festa fra fede e folclore con il rito del pane, la processione del santo, e lunghe scie di specialità dolciarie a far da splendida cornice, in un’alchimia di rotondità di gusti e forme conosciuti sin dall’antichità e che oggi fanno il giro del mondo.

Quando si parla di prodotti gastronomici siciliani non si può fare a meno di considerarli delle vere opere d’arte. Cosa sarebbe una cassata, la regina dei dolci siciliani, senza quelle festose decorazioni di frutta candida che riconducono alla policromia degli altrettanto celebri carretti siciliani. O quelle ricche ceste di frutta Martorana, a colori vibranti, confezionate con pasta di mandorle chiamata pasta reale, così come i pupi di zucchero o le antiche torte nuziali erette in colonne corinzie, che lasciano letteralmente a bocca aperta e non solo per la voglia di mangiarle. “Far conoscere fuori dall’isola ed esportare i prodotti della pasticceria iblea è una scelta maturata da una precisa convinzione – spiega Marcella Monaco, la giovane imprenditrice responsabile dell’amministrazione dell’azienda assieme alla sorella Sara – di proporre un pezzo della nostra storia”. Conservare la tradizione non significa, comunque, non guardare alle nuove tendenze e a quella passione che esplode in arte creativa e che oggi assume le forme più bizzarre. E così, accanto ai dolci delle migliori ricette della nonna, come pignoccata, ciascuni, o ossa dei motti, facendo ben attenzione a non lasciarsi corrompere da una gastronomia da non sottovalutare, nella pasticceria Corsino si trovano anche le modernissime torte ricoperte di glasse di zucchero e decorate con petali di fiori, perle bianche e grandi fiocchi. “Bisogna sempre guardare alle tradizioni ma è necessario anche saper proiettarsi nel futuro – suggerisce Sebastiano Monaco, responsabile della produzione della pasticceria che oltre trent’anni fa ha sposato una Corsino doc, Itria Gallitto. La coppia ha quattro figli. Tre ragazze Marcella, Sara e Carla che a maneggiare fruste e colini proprio non ci pensano, mentre Vincenzo, il piccolo di casa, ha scelto invece, di stare al fianco del padre in cucina. Con uno sguardo che trasuda ancora passione e dedizione, Sebastiano, è il vero artista di casa, trascorre più di dieci ore al giorno nella sua cucina. Il vecchio capostipite Corsino non avrebbe potuto sperare di avere erede e testimone migliore della sua attività E’ il primo ad apprendere le nuove tecniche, ma poi gira lo sguardo e assicura, sotto la glassa, c’è tutta la nostra Sicilia!